Quando la droga viene fatta in casa

L’ultimo caso è solo di tre giorni fa: intervenuti per sedare una lite in una casa privata a Cesena, gli agenti del Commissariato di Cesena hanno notato nel giardino dell’abitazione una decina di piante di marijuana. La litigiosa coppia di quarantenni è stata poi denunciata per coltivazione di sostanze stupefacenti. Ma prima dei due coniugi, uno studente della facoltà di Agraria era stato sorpreso con alcuni amici in possesso di diverse piante illegali sul terrazzo di casa: applicava le più moderne tecniche di coltivazione per coltivare la canapa indiana.

Poi tante altre piante, pronte per il ‘raccolto’ illecito di droga, sono state trovate occultate fra campi coltivati e alberi da frutto in diverse zone del Cesenate.

La coltivazione ‘casalinga’ di questi vegetali per ricavare poi sostanze stupefacenti appare come un fenomeno in continua espansione nel cesenate. Un vero ‘boom’ che denuncia anche un largo uso di marijuana e hashish fra giovani e meno giovani. Una visone confermata anche dalla presidentessa dell’Anglad (Associazione nazionale genitori per la lotta alla droga): “Nella nostra zona il fumo di sostanze stupefacenti si è diffuso in maniera enorme, e di conseguenza anche la coltivazione di piante illegali in casa. Un fenomeno favorito dalla basso costo dei semi: si piantano e dopo poche settimane è già possibile avere una pianta adulta, per il fumo o lo spaccio“.

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Una impennata che non coinvolge più solo giovani: “Fra i coltivatori di canapa nelle nostre zone si scoprono sempre più giovani ma anche tanti adulti — spiega Alvisi —: fra i ragazzi, molti coltivano la canapa indiana all’insaputa dei genitori, che non la riconoscono e vedono solo delle belle piante. I più ‘scafati’ per farle crescere utilizzano la luce artificiale. Una volta una madre si è rivolta a me perché aveva trovato nell’armadio del figlio delle piante: chiaramente si trattava di marijuana”.
Un fenomeno in aumento, anche se ormai da tempo è caduto il mito della ‘droga che non fa male’: “Soprattutto fra gli adolescenti di 13 e 14 anni, fumare queste sostanze crea enormi problemi allo sviluppo: è destabilizzante e pericolosa per i danni che può produrre al corpo e al cervello. Conseguenze di cui, probabilmente, ignoriamo ancora l’effettiva gravità. Per non parlare poi della facilità con cui i ragazzi passano dallo spinello alla cocaina o all’alcol“.

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