Cosa sono i cannabinoidi, gli usi terapeutici e i meccanismi d’azione

Sempre più spesso si sente parlare di sostanze e derivati endocannabinoidi. Il pensiero non può che andare alla Cannabis sativa, una pianta dei cui costituenti si parla molto negli ultimi tempi per via dei loro utilizzi. Quando si fa riferimento a tali molecole si parla di sostanze che hanno un’attività importante all’interno dell’organismo umano. Ecco perché non mancano gli usi per finalità terapeutiche di gran parte delle sostanze cannabinoidi direttamente ottenute dalla pianta.

Il tetraidrocannabinolo è certamente la più celebre delle molecole presenti all’interno della Cannabis sativa, ma non è l’unica attiva. Ma va comunque specificato un aspetto importante: i cannabinoidi non vengono utilizzati solo per scopi medici e terapeutici, ma anche per finalità terapeutiche. Ciò ormai già da qualche anno sta comportando una serie di discussioni e proposte di legge in merito all’utilizzo dei derivati della Cannabis sativa in Italia. Il tutto per evitare che ci sia un eccessivo e spropositato utilizzo per finalità ricreative piuttosto che terapeutiche.

I principali derivati

Dalla Cannabis sativa, nel corso degli anni, è stato possibile estrarre svariate molecole molto utili per diverse finalità. Si parla di oltre un centinaio di sostanze attive nell’organismo umano e tra questi vengono citati numerosi terpeni e flavonoidi. Tante di queste molecole estratte sono ancora in fase di studio per poter capire effettivamente il loro meccanismo d’azione. Ma è bene ricordare che oltre al THC, ovvero il tetraidrocannabinolo, vi sono anche altre molecole importanti di cui è stata riconosciuta un’azione nell’organismo umano.

Infatti oggetto di numerosi studi è stato anche il cannabidiolo che da un punto di vista scientifico viene anche chiamato CBD. L’importanza di quest’ultima sostanze è apparsa evidente fin dai primi tempi dopo la scoperta in quanto è stato evidenziato come si trattasse di una molecola polimorfa. Il CBD è infatti in grado di esplicare un’azione antinfiammatoria ed anticonvulsiva, oltre ad essere un ottimo agente neuroprotettore e a combattere efficacemente svariate forme di dolori. Ciò ha permesso di capire come i cannabinoidi possano essere delle sostanze di grande importanza al giorno d’oggi. Un’ottima risorsa online per approfondire sui meccanismi e sui numerosi studi correlati alle applicazioni della cannabis in ambito terapeutico è ganjanauta.com .

Il meccanismo d’azione dei cannabinoidi nell’uomo

Grande attenzione è stata rivolta ai cannabinoidi soprattutto intorno agli anni ’90. Proprio in questo periodo vi fu la rivoluzionaria scoperta del sistema endocannabinoide. Ciò vuol dire che è stato evidenziato come alcune cellule dell’organismo umano abbiano dei recettori specifici per questo tipo di molecole. Il legame che avviene tra la sostanza cannabinoide ed il suo recettore è particolarmente forte e stabile: ciò inevitabilmente finisce per causare una serie di effetti anche in tempi alquanto brevi.

I recettori presenti nell’organismo sono di due tipi, ovvero CB1 e CB2 e si è scoperto che la loro presenza non è affatto casuale. Infatti è stato possibile evidenziare come l’uomo sia in grado effettivamente di produrre delle molecole dall’azione simile ai cannabinoidi, gli endocannabinoidi. E queste sostanze che vengono fisiologicamente prodotte dall’uomo sono importanti per garantire la regolazione di determinati processi che avvengono all’interno dell’organismo.

I principali effetti

Nel momento in cui una sostanza cannabinoide entra in circolo nell’organismo umano è in grado di determinare una serie di effetti importanti. In particolare si può notare un’influenza importante sull’attività motoria e sui riflessi del movimento. Questo perché i recettori cannabinoidi sono presenti nelle aree del cervello deputate al controllo del movimento. Va anche citata l’azione nei confronti dell’appetito che, in seguito all’assunzione di queste sostanze, tende ad aumentare.

I recettori presenti nell’ipotalamo, un’apposita area del cervello, sono in grado di interagire col THC e con altri derivati cannabinoidi determinando così un aumento dell’impulso della fame. Inoltre, sempre nell’ipotalamo, è possibile trovare l’area che si occupa del ragionamento e della memoria. A lungo andare si può avere un’alterazione importante della stessa in seguito ad un regolare consumo eccessivo di cannabinoidi. Ma uno degli effetti più celebri dei cannabinoidi è quello di inibizione nei confronti della nausea. Proprio questo ha determinato il parere positivo di alcuni medici che ritengono possa essere di aiuto in determinate patologie molto delicate.

I cannabinoidi come farmaci: cosa bisogna sapere

Al giorno d’oggi ci sono diverse discussioni per quanto concerne l’utilizzo dei cannabinoidi come veri e propri farmaci. Indubbiamente, anche mediante appositi studi, sono state appurate alcune ottime proprietà dei cannabinoidi. A partire dalla possibilità di sfruttarli positivamente come sostanze analgesiche in grado di aumentare la soglia del dolore. Oltre ad essere delle molecole ottime per contrastare problematici spasmi che sono frequenti in situazioni di patologie come la sclerosi multipla.

Senza dimenticare che in alcuni paesi del mondo vengono utilizzate sostanze cannabinoidi per ridurre la sensazione di dolore in seguito alla chemioterapia. Inoltre è stata rilevata un’ottima azione di tali molecole a livello cerebrale dove riescono concretamente a migliorare la condizione dei neuroni e la loro resistenza. Va comunque sottolineato che l’uso dei cannabinoidi va fatto nella maniera corretta e secondo posologie specifiche per poter avere effetti positiv: ecco perché ci si deve sempre affidare a personale medico specializzato.

Campi di applicazione

Al di là dell’ampio uso che viene fatto, anche in Italia, dei derivati della Cannabis sativa a scopo ricreativo, vale la pena ricordare che queste sostanze tendono a dissolversi molto poco in acqua. Ecco perché esistono svariate formulazioni che prevedono olii contenenti cannabinoidi. Inoltre è bene precisare che esistono delle vere e proprie forme farmaceutiche che possono essere dispensate in base alla normativa attuale anche in Italia all’interno delle farmacie. Questi sono il Sativex che contiene percentuali non elevate di THC, oppure le capsule di THC, il Cesamet che è un derivato sintetico del THC.

Esiste in commercio anche un apposito preparato contenente CBD come l’Epidiolex. In ogni caso è bene ricordare che per quanto concerne la dispensazione di cannabinoidi in farmacia in Italia, essi provengono dall’Olanda e da coltivazioni dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. In questo modo è possibile monitorare e fare in modo che non ci sia abuso di cannabinoidi.

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