Ketamina: cos’è, come si assume e rischi per la salute

La ketamina è un anestetico sintetico dissociativo impiegato sia negli animali che negli esseri umani ma che, a determinate dosi, può indurre allucinazioni; per questo, può essere somministrata solo negli ospedali e in altre strutture mediche specializzate. Ha effetti psichedelici e dissocianti ed è una delle droghe usate illegalmente nella scena rave e nei club.
Se usata in pratiche mediche controllate, la ketamina ha un buon profilo di sicurezza, ma quando è usata a scopo ricreativo, può comportare dei rischi per la salute e l’uso prolungato può portare alla tolleranza e alla dipendenza psicologica.

Che cos’è la ketamina

La ketamina, formula chimica 2-(2-clorofenil)-2-(metilammino) cicloesanone, è una molecola costruita completamente in laboratorio utilizzata principalmente come anestetico che, se assunta a dosi inferiori a quelle necessarie per l’anestesia, ha un effetto psichedelico, cioè che “manifesta la psiche”, provocando allucinazioni e uno stato dissociativo tra mente e corpo. Per tale ragione, si è diffusa come droga d’abuso.

La molecola in questione agisce sul Sistema Nervoso Centrale, dove esplica un ruolo antagonista nei confronti dell’NMDA del glutammato, importante recettore implicato nell’eccitabilità cellulare che influenza il pensiero, la percezione del dolore ed altre sensazioni.

È soprannominata “anestetico gentile” in quanto promuove l’attività circolatoria e respiratoria anziché ridurla; per questo motivo, è impiegata come anestetico per bambini.
La ketamina si presenta come un liquido incolore da somministrare per via endovenosa, ma, quando viene utilizzata a scopo ludico, a seguito di un processo di evaporazione, assume l’aspetto di una polvere bianca cristallina che può essere ingerita o “sniffata” (inalata), oppure pressata in pastiglie, sia pura che mischiata ad altre sostanze.

Cenni storici

La ketamina fu sintetizzata per la prima volta dal farmacista americano Calvin L. Stevens che cercava un’alternativa al PCP, un anestetico dagli effetti eccessivamente dannosi. Brevettata nel 1963, due anni dopo venne scoperto il suo uso ricreativo e fu definita “anestetico dissociativo” dal prof. Edward Domino. Nel 1966 venne commercializzata come anestetico rivolto sia agli umani che agli animali e, alla fine degli anni ’60, il suo impiego si diffuse largamente nella guerra in Vietnam.

Verso la seconda metà degli anni 70′ cominciò a diffondersi l’uso della ketamina come sostanza voluttuaria; l’uso ricreativo del principio attivo, inizialmente circoscritto agli ambienti medici, cominciò a circolare anche al di fuori di essi, divenendo popolare sia negli Stati Uniti che in Europa. La sostanza si diffuse ulteriormente in seguito alla pubblicazione di due libri che descrivevano con precisione i suoi effetti: “Journeys into the bright world” di Marcia Moore e Howard Altounian e “The Scientist” di John Lilly. Negli anni ottanta si cominciarono a studiare le proprietà dell’anestetico per il trattamento dell’alcolismo e di altre dipendenze.

Oggi la ketamina viene ancora utilizzata come anestetico generale, sia in ambito medico che veterinario, ma l’uso ricreativo è illegale. Nel 1999, è stata iscritta dall’agenzia federale antidroga statunitense DEA nella Tabella III delle sostanze illegali al pubblico.
La legge italiana stabilisce che la ketamina è una sostanza illegale e il Codice della Strada vieta la guida in “condizioni di alterazione fisica o psichica correlata con l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope”.

Effetti psicofisici della ketamina

La ketamina induce effetti allucinogeni dalla durata piuttosto breve (fino 1-2 ore) che modificano profondamente lo stato di conscienza.
Gli effetti dipendono da numerose variabili, tra cui la quantità di droga assunta, il tipo di somministrazione, lo stato d’animo e i ricordi di chi la assume (set), il “setting”, inteso come il luogo scelto e le persone presenti, la composizione del principio attivo e il grado di purezza. Di conseguenza, possono andare da un leggero stato di euforia, fino ad arrivare, a dosaggi elevati, all’effetto dissociativo caratterizzato da una sensazione di distacco corporeo e d’immedesimazione con l’ambiente circostante. Questo stato comporta difficoltà nella coordinazione dei movimenti e nella percezione dei sensi: immagini distorte, allucinazioni, difficoltà a distinguere il caldo dal freddo, l’asciutto dal bagnato, ecc. Come tutti gli psichedelici, la ketamina amplifica gli aspetti del mondo interiore, intervenendo su problemi già esistenti nella psiche.

Sotto l’effetto della ketamina, si presentano difficoltà nel tradurre il pensiero in parole, dissoluzione parziale dell’ambiente circostante ed estensione del tempo e dello spazio. Si possono inoltre rivivere episodi dell’infanzia ed avere una percezione alterata del proprio corpo.
Secondo l’esperienza riportata da persone sottoposte ad interventi chirurgici e anestetizzate con ketamina, si verifica una separazione della mente dal corpo che può portare a stati allucinatori profondi, esperienze “extracorporee” (percezione di uscire dal proprio corpo) e NDE (near death experiences), compreso il viaggio verso la luce.

Rischi per la salute

L’uso ricreazionale della ketamina presenta numerosi effetti collaterali, tra cui: nausea, vomito, vertigini, ipersalivazione, aumento della sudorazione, innalzamento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, reazioni allergiche (eruzioni cutanee, prurito, ecc.), visione doppia, perdita della memoria a breve termine, ipotermia. L’uso frequente può comportare problemi digestivi e di minzione, deficit mnemonici e può compromettere l’equilibrio psichico.
I principali pericoli sono attribuibili all’effetto anestetico che, non permettendo di percepire il dolore, può portare a procurarsi ferite senza rendersene conto. Quando si assume la ketamina bisogna stare alla larga dai posti sopraelevati e dall’acqua perché l’effetto sedativo, la dissociazione e la perdita di controllo del proprio corpo indotti dalla sostanza potrebbero causare annegamento o far precipitare.

Molto rischiosa è la condivisione di siringhe e cannucce, che potrebbe portare a contrarre malattie infettive come l’hiv e l’epatite.
Anche se il “viaggio” è breve, gli effetti della ketamina, come la sensazione che il corpo sia deformato o la difficoltà di coordinazione motoria, possono essere così travolgenti da spaventare il consumatore al punto da fargli vivere un “bad trip”. Se ciò dovesse accadere, bisogna cercare di ristabilire la calma, ricordando che si tratta di un effetto passeggero.
È accertata la pericolosità e l’imprevedibilità degli effetti prodotti dall’interazione tra la ketamina e altre sostanze come bevande alcoliche, barbiturici e valium. Senza contare la caratteristica della ketamina di indurre tolleranza e dipendenza psichica che porta chi ne abusa ad assumerla sempre più spesso e ad aumentare le dosi per ottenere lo stesso effetto, fino ad arrivare all’overdose e talvolta alla morte.

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