Peyote: effetti, come viene assunto e legislazione

Il peyote è un piccolo cactus che cresce spontaneamente in Centro America, soprattutto in alcune zone del Messico (Durango, Queretaro, Chihuahua). È un allucinogeno naturale, che deve la sua efficacia al principio attivo della mescalina contenuta nei semi della pianta. Il nome scientifico del peyote è Lophophora williamsii e deriva dal greco lophos=cresta, phoro=portatore; mentre peyote, che deriva da un antico dialetto azteco, significa “pane degli dei“. È dotato di dimensioni molto piccole, infatti solo in rari casi la parte sporgente al di sopra del terreno supera i 2-3 centimetri di altezza.

Storia e religione

L’uso del peyote da parte delle popolazioni native dell’attuale Messico è assai risalente nel tempo. Le tribù indigene utilizzavano tale pianta per comunicare con le divinità e gli spiriti, per curare malattie e per prepararsi alla caccia dei cervi. Il culto del peyote era quindi legato a doppio filo alla sfera religiosa, e questo viene confermato dai dipinti su numerosi utensili e vasellami ritrovati in Centro America. I nativi ritenevano addirittura che il peyote fosse nato dall’impronta di un cervo.
Un altro aspetto molto curioso da sottolineare è l’utilizzo di tale allucinogeno come strumento di connessione tra le popolazioni indigene centroamericane e le divinità. Infatti molteplici riti di carattere religioso vedevano il peyote come protagonista; le tribù si riunivano dopo aver assunto tale pianta e iniziavano a pregare sotto il suo effetto stupefacente. In questo modo si assicuravano il controllo della natura e del futuro. I missionari cristiani contrasteranno poi molto alacremente questa tradizione sciamanica, considerandola un chiaro esempio di satanismo.

Modalità di assunzione ed effetti del peyote

Il peyote può essere consumato sia masticandolo che preparando un infuso o tè. Il tè ha sicuramente effetti allucinogeni più duraturi, perchè vengono estratti maggiori quantità di mescalina, ma i picchi psichedelici vengono raggiunti attraverso la masticazione di peyote. Gli effetti del peyote sul nostro organismo sono molto pericolosi, indipendentemente dalle modalità di consumo. Esso provoca allucinazioni uditorie e visive molto simile a quelle che caratterizzano altri allucinogeni, come l’LSD. Gli effetti allucinatori e lo squilibrio delle capacità percettive sono causate della mescalina. Il peyote causa effetti deleteri sul nostro fisico quali:
  • torpore
  • tremore
  • tensione
  • difficoltà nella coordinazione motoria
  • aumento della pressione sanguigna
  • dilatazione delle pupille
  • assenza di appetito
  • febbre
  • brividi
  • sudore
  • bradipnea
  • vomito
  • modificazione delle capacità sensitive.
Da non sottovalutare però anche gli effetti di natura psicologica come: alterazione della percezione del tempo e dello spazio, sinestesia (contaminazione dei sensi nella percezione), panico, ansia, terrore, smarrimento, paranoia, depressione e momenti di allucinazione negativa, chiamati bad trip.
È evidente, quindi, come il consumo di peyote possa generare delle alterazione esterne, ma anche veri e propri viaggi interiori tra ricordi, paure, ansie. Questo per quanto concernono gli effetti immediati, però è necessario soffermarsi anche sui cosiddetti rischi a medio-lungo termine; infatti l’assunzione di peyote può causare danni cerebrali permanenti e irreversibili, come in caso di consumo di ogni tipo di sostanza psichedelica.
I danni maggiori sono quelli subiti dagli individui più giovani, che ad esempio non hanno ancora portato a termine la loro maturazione psicologica, per i quali l’uso di tale sostanza stupefacente può pregiudicare gravemente l’equilibrio interiore. Bisogna sottolineare che il consumo di peyote, generalmente, non provoca dipendenza di tipo fisico; comunque non sono rari i casi di necessario intervento da parte di specialisti e psicoterapeuti per ovviare agli effetti deleteri o alla assuefazione causati da tale droga. Per dovere di completezza circa gli effetti del peyote, è necessario dire che ancora oggi, presso tribù messicane che abitano in villaggi lontani dalla civilizzazione, questa droga è utilizzata a scopo terapeutico per curare ferite, febbre, diabete e dolori reumatici. In America alcuni farmaci contengono sostanze estratte dal peyote e vengono prescritti come rimedio a forme di asma e nevrosi.

La legislazione in Italia

È importante tenere presente la distinzione, in vigore in Italia, tra possesso di sostanze stupefacenti per uso personale e la detenzione in grandi quantità. Il possesso della pianta per uso personale non rappresenta un reato (ovvero un illecito penale), ma un illecito di natura amministrativa. La sanzione comminata in questi casi non è penalmente rilevante e ,di conseguenza, non viene mai segnata sul casellario giudiziale.
La detenzione di droga per uso personale, quindi in quantità poco considerevoli, sarà punita con la semplice sospensione di documenti quali la patente, il porto d’armi o il permesso di soggiorno. Costituisce invece reato il possesso della pianta in quantità considerate, a discrezione del giudice, superiori rispetto alla soglia indicativa del consumo personale; in tal caso si incorre in una pena detentiva che varia dai 6 mesi ai 4 anni, oltre alla possibilità di comminare una sanzione pecuniaria. Comunque il confine tra dose personale e spaccio di peyote è di difficile comprensione perchè dipende dalla quantità di mescalina presente nella pianta. Bisogna aggiungere che in Italia la detenzione di semi è invece legale. Una curiosità inerente invece alla legislazione messicana riguarda il fatto che il peyote possa essere detenuto e consumato per scopi religiosi, ma solo da individui con almeno il 25% di sangue indio.

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